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La passione, il diavolo, e lo spauracchio di quest’ultimo

La Parola

1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo.

2 E, dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3 Ora il tentatore, accostandosi, gli disse: «Se tu sei il Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». 4 Ma egli, rispondendo, disse: «Sta scritto: “L’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dalla bocca di Dio”».

5 Allora il diavolo lo trasportò nella santa città, lo pose sull’orlo del tempio 6 e gli disse: «Se sei il Figlio di Dio, gettati giù, perché sta scritto: “Egli darà ordine ai suoi angeli riguardo a te; ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché non urti col tuo piede in alcuna pietra”». 7 Gesù gli disse: «Sta anche scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo”».

8 Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, 9 e gli disse: «Io ti darò tutte queste cose se, prostrandoti a terra, mi adori». 10 Allora Gesù gli disse: «Vattene Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”».

11 Allora il diavolo lo lasciò; ed ecco degli angeli gli si accostarono e lo servivano.

(Matteo 4)

Matteo 4:11 la passione ed il suo diavolo

Le parole

Prima domenica del tempo di Passione, il nome per il tempo che precede la Pasqua di Resurrezione usato dai cristiani di tradizione riformata.

La passione in questa prima domenica vede due persone contrapporsi, due scelte dividersi, due vie divergere.

La via della persona del Cristo, del Figlio di Dio, e la via alternativa proposta dal tentatore, dal diavolo.
La via di chi vuole ricongiungere l’immagine dell’uomo all’immagine di Dio da cui deriva, persa per il peccato e la via di chi vuole dividere, disperdere, far smarrire del tutto l’uomo (diavolo, dal greco dià-ballo).

La stessa struttura del brano individua bene le due vie. Un versetto di introduzione dove entrano Gesù e il diavolo. Un versetto di uscita dove esce il diavolo, sconfitto, e rimane il Cristo, vincente e servito dal Padre attraverso i suoi angeli.

Poi tre blocchi di tre versetti ciascuno fatto allo stesso modo. Azione del demonio, tentativo dello stesso di leggere “a suo modo” la Parola del Signore, risposta di Gesù con la Parola del Signore enunciata correttamente secondo lo Spirito con cui è stata scritta.

Prima tentazione, la fame. La base, uno dei bisogni primari delle creature umane, assieme alla sete, alla sessualità. Tutti bisogni  primari, di base, perchè tutti finalizzati alla riprouduzione, mantenimento, al sostentamento della specie e della vita.

Il consiglio del tentatore, qui come dopo, è quello di ricorrere al miracolo, alla scorciatoia; può esser vista come tale anche la scienza, il progresso scientifico visto come un idolo. Pensiamo alla genetica riproduttiva, alla fecondità slegata dal rapporto tra uomo e donna. Gli esempi non mancano di sicuro.

La risposta di Gesù è chiarissima e limpida. I bisogni primari sono importanti ma vanno visti e vissuti secondo quanto afferma la Parola così come esce dalla bocca di Dio e non come viene pervertita dalla bocca dell’uomo.

Seconda tentazione, lo spiritualismo. L’attesa dell’opera angelica come di un deus ex machina, il farsi un Dio su misura, un Dio patchwork,  prendendo un po’ di qua e un po’ di là. Non tentare il Signore, dice Gesù, non “tastarlo”, non metterlo alla prova, non pensare che sia uno come te, che si lascia comandare o ti obbedisce secondo il tuo comodo.

Non è il tempio di pietra quello che conta, di quello, dirà più avanti Gesù, non rimarrà pietra su pietra. Non sono le tue costruzioni quelle da portare avanti, ma è l’opera di Dio, la Sua sola Gloria. E quella la porti avanti ricostruendo l’immagine di Lui che porti in te.

Non importa che urti nelle pietre lungo il tuo cammino. Perchè questa e non altra è la volontà di Dio. Non importa se incontri delle pietre, degli ostacoli, delle croci lungo il cammino. Le ha incontrate il Figlio, come potresti pretendere, tu, di esserne immune?

Non tentare allora il Signore Dio tuo. La Sua Passione sia la tua. La Sua Passione anche tu sei chiamato a viverla.

Terza tentazione, il potere. La più grande tentazione dell’uomo, anche di quello moderno. La passione per il potere divora da sempre gli uomini. Non solo il grande potere, quello dei re, degli imperatori, dei dittatori e dei principi di questo mondo.

Ma anche il potere “di piccolo cabotaggio”; quello sulla propria famiglia, sui propri figli, sulla propria moglie o sul proprio marito. Quello dei bulli nelle classi elementari, quello verso gli emarginati. Gli abusi del potere poliziesco, le violenze sessuali di ogni genere, la pedofilia.

Potere di diversa incidenza, ma dello stesso segno. L’arbitrio, la violenza, il credersi più grandi, più forti, più importanti. Una passione perversa, rivolta verso gli altri. Ed a volte anche verso se stessi. Chi si mutila, chi tenta di uccidersi senza mangiare o mangiando fino a scoppiare. Un potere ed una passione che si fanno autodistruttivi. Perchè il tentatore non si ferma di fronte a nulla.

Il tentatore sa che la passione, quella giusta, quella vera, è quella di chi vive ogni istante della propria vita, comunque essa sia, si manifesti, si svolga, secondo la Parola di Dio. E quindi cerca di pervertirne il senso o di convincere l’uomo che sia superflua, di allontanarlo da essa.

Non è perciò un caso, che mai come in questo tempo, ci sia un attacco da più parti verso la Parola di Dio. Messa in dubbio, spezzettata, incompresa. Si dice che non è possibile capire cosa volesse ‘veramente’ dire (e si interpreta il veramente nel senso della verità scientifica, invece che in quello corretto della verità della fede), si dice che bisogna ricostruirla (e lo si fa “ad capocchiam”, dieci lettori, dieci ipotesi), si dice che alcune cose sono ‘scadute’, altre sono motivate ‘dalle storie di quei tempi’, altre deriverebbero dai pregiudizi personali degli autori sacri.

Tutto perchè la Parola di Dio sia sempre meno “di Dio” e sempre più “a misura d’uomo”, ovvero secondo la convenienza del peccatore di questi tempi.

Le chiese non sono certo esenti da colpe.

Sia quelle che hanno moltiplicato le tradizioni ed i catechismi, gli usi, le credenze e le devozioni o ‘rivelazioni’ (?) particolari mettendo queste cose al posto di esse, sia quelle che si sono pian piano dimenticate di essere assemblee di credenti, convocate da Dio attorno alla Sua Parola e si sono trasformate in organismi sociali ed aggregativi di tipo squisitamente terreno.

Tanto tra i cattolici quanto tra i riformati si trovano entrambe le realtà.

Mentre in parti del mondo ortodosso, è prevalsa la tentazione di un Dio tutto spiritualismo e liturgia che alla fine, però, porta allo stesso rischio.
Far diventare il Dio Persona, le Tre Persone divine, solo delle icone, delle immagini da adorare senza che poi segua un reale cambiamento di vita, una reale conversione dell’uomo alla Parola.

Ed ora è un momento in cui tante di queste contraddizioni stanno ‘esplodendo’, da entrambe le parti.

Perchè la Parola è il tutto, e non ci sta ad essere messa ‘in minoranza’, ad essere ridotta ad una ‘cosa’ tra le tante che costituiscono l’armamentario di chi si dice uomo o donna ‘di fede cristiana’.

La Parola è il tutto, è lo spauracchio del diavolo perchè questo sa bene che la scelta è una sola. La stessa che viene mostrata  in questo episodio del Vangelo.

O la nostra passione è rivolta verso il Figlio, verso Gesù, e lo serviamo, e facendolo serviamo noi stessi. O la nostra pssione si perverte e ci spinge a seguire il diavolo. Dove non si sa. Il Vangelo non lo dice. Perchè quella è una strada senza ritorno. Una strada che si perde e ti fa perdere…

Voi siete di Cristo e Cristo è di Dio

Il testo

1 Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo.

2 Vi ho dato da bere del latte, e non vi ho dato del cibo solido, perché non eravate in grado di assimilarlo, anzi non lo siete neppure ora, perché siete ancora carnali. 3 Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo?

4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non siete voi carnali? 5 Chi è dunque Paolo e chi è Apollo, se non ministri per mezzo dei quali voi avete creduto, e ciò secondo che il Signore ha dato a ciascuno? 6 Io ho piantato, Apollo ha annaffiato, ma Dio ha fatto crescere. 7 Ora né chi pianta né chi annaffia è cosa alcuna, ma è Dio che fa crescere. 8 Così colui che pianta e colui che annaffia sono una medesima cosa, ma ciascuno riceverà il proprio premio secondo la sua fatica.

9 Noi siamo infatti collaboratori di Dio; voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio. 10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come savio architetto io ho posto il fondamento, ed altri vi costruisce sopra; ora ciascuno stia attento come vi costruisce sopra, 11 perché nessuno può porre altro fondamento diverso da quello che è stato posto, cioè Gesù Cristo. 12 Ora, se uno costruisce sopra questo fondamento con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, stoppia, 13 l’opera di ciascuno sarà manifestata, perché il giorno la paleserà; poiché sarà manifestata mediante il fuoco, e il fuoco proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha edificato sul fondamento resiste, egli ne riceverà una ricompensa, 15 ma se la sua opera è arsa, egli ne subirà la perdita, nondimeno sarà salvato, ma come attraverso il fuoco.

16 Non sapete voi che siete il tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? 17 Se alcuno guasta il tempio di Dio, Dio guasterà lui, perché il tempio di Dio, che siete voi, è santo.

18 Nessuno inganni se stesso; se qualcuno fra voi pensa di essere savio in questa età, diventi stolto affinché possa diventare savio. 19 Infatti la sapienza di questo mondo è follia presso Dio, poiché sta scritto: «Egli è colui che prende i savi nella loro astuzia»; 20 e altrove: «Il Signore conosce i pensieri dei savi e sa che sono vani».

21 Perciò nessuno si glori negli uomini, perché ogni cosa è vostra: 22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, le cose presenti e le cose future; tutte le cose sono vostre.

23 E voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

(1 Corinti 3)

1 Corinti 3:23 Voi siete di Cristo e Cristo è di Dio

Il commento

Nel corso di questa settimana avrei dovuto avere una occasione di dialogo con dei giovani sul tema della comunità cristiana e delle sue divisioni, tra cattolici, riformati, ortodossi… tra quelli che sono di Paolo, di Cefa, di Apollo…

Non c’è stato modo purtroppo, vedremo la prossima, ma quindi il tema di questo capitolo 3 della lettera ai Corinti, che oggi viene proposto nel culto domenicale, è stato molto presente nella mia preghiera, ed ho cercato di essere docile al suo ascolto.

Docile, si. Aggettivo desueto, direbbe alcuno, ma forse questo aggettivo desueto esprime l’unico atteggiamento giusto che si possa avere nei riguardi della Parola di Dio.

Docile, mansueto, occorre essere di fronte alla Parola che incessantemente ti provoca, ti interroga, ti sferza, a volte ti ferisce come spada a doppio taglio (la bellissima immagine di Ebrei, la spada che ferisce a morte ed assieme ti dà modo di risorgere dalla stessa).

Tra poco mi recherò al culto domenicale, e voglio portare con me questa immagine. Perchè nella mia più profonda realtà, anche quando faccio apparentemente la professione di fede più roboante, con le parole tutte al posto giusto, dentro di me, in fondo, so che c’è quell’uomo carnale di cui si parla in questa lettura. Quello la cui carne, nel suo peccato, cerca una via di fuga, una scusa, un modo di scampare a quel fuoco che mi arde dentro, e che so, però, che non mi risparmierà, e a quello spada tagliente, che so che mi ferirà a morte. E non è bello per il nostro, per il mio corpo mortale, saperlo, che sarò ferito a morte, che parte di me sarà arsa, bruciata, che tanti castelli costruiti con la carta e con la paglia sulle mie professioni di fede, il Signore li farà svanire in un battibaleno abbacinandomi con la Sua Verità.

Ma è bello, è bellissimo però sapere, ed è quello che mi dà la più grande consolazione, che nella mia miseria, Dio mi ha scelto per essere il Suo Tempio, perchè almeno ci provi, a mostrargli che ne sono capace, che mi sforzo per Lui, per testimoniare Lui, la Sua Parola di Verità, la Sua Parola che è Via, Verità e Vita.

Perchè, sia questa la professione di fede di oggi, semplice, forte, lineare, tutta di Parola:

Io sono di Cristo, e Cristo è di Dio.

Grazie Signore.

Avvenga di me secondo la Tua Parola.

Amen.

Giorno del Signore, Giorno della Sua Parola

Giorno del Signore… Oggi è domenica,
Giorno del Signore, Giorno della Sua Parola .

Per me è sempre stato un giorno speciale, il giorno più importante della settimana. Non solo perchè è il giorno di “riposo” settimanale. Che, anzi, per un motivo o per l’altro, spesso per me la domenica è stato  e a volta è il giorno della settimana in cui “lavoro” di più, o ho più cose da fare.

È il Giorno più importante della settimana, perchè è il giorno della Persona che per me è la più importante di tutte.
Davvero, non per consuetudine, abitudine, sentito dire, o vita vissuta.

Perchè il Signore non fa parte della vita. Il Signore è la Vita.
Perchè il Signore non è parte delle verità che occorre conoscere per vivere come uomo o come donna, ma è La Verità.
Perchè il Signore non è uno dei tanti sapienti, o saggi o profeti che hanno disegnato una via, un sentiero, indicata una strada per il buon vivere. Il Signore è la Via.

Mi costerebbe tantissimo, soffrirei moltissimo se per Sua volontà dovessi fare a meno delle persone che più amo, delle persone che ho più vicine, delle persone che consolano o danno forza al mio cuore, che mi aiutano e mi sorreggono nel cammino quotidiano dell’esistenza e della vita.
Ma so che potrei.
So che Egli mi aiuterebbe a sopportare il dolore, il distacco, la morte corporale,

Ma non potrei mai stare senza il Signore, senza la Persona che amo, temo ed onoro più di chiunque altro.
Perchè Egli non è solo Via, Verità e Vita:
Egli è la mia sola Via, la mia sola Verità, la mia sola Vita.

Ho letto montagne di libri nella mia vita; nato da un padre che aveva una biblioteca di tre o quattromila volumi, una madre che leggeva Gogol e Tolstoi, ma anche P.G. Wodehouse eJ.K. Jerome quando riusciva a ritagliarsi un momento libero dalle fatiche quotidiane della sua casalinghitudine, forse non poteva andare altrimenti.
Metteteci poi il classico, gli studi professionali, nove anni, dieci contando il dottorato, di studi universitari, la formazione permanente che richiede il mio lavoro nel campo della Comunicazione e dei Social, e i libri si moltiplicano…

Ma c’è un solo libro da cui non mi separo mai, di cui ho sempre una copia in tasca o nello zaino, in valigia o nel marsupio, ed è quello che, se leggete questo blog, conoscete tutti.

La Parola di Dio, la Sacra Scrittura, la Sacra Bibbia, il Verbo, Antico e Nuovo, tutto assieme un Evangelo, la buona novella della rivelazione assieme del peccato, della colpa, ma anche della salvezza, della misericordia, dell’amore.

Credo di avere già raccontato su questo blog di quando mi innamorai dell’Evangelo, del Vangelo rosa, Edizione Messagero di Padova, che nel 1973 mi regalò la mia catechista. È da allora che la Parola di Dio riempie il mio cuore, assai prima e oltre che le mie tasche.

Arrivò poi la Bibbia tradotta a cura del Nardoni che mi regalò la zia Sara, e che è ancora a casa mia, la Bibbia di Gerusalemme che usai per la preparazione alla Confermazione, il Nestle Aland, la Septuaginta, la Biblia Hebraica Stuttgartensia, la TOB che usavo per insegnare Lectio Divina  e preparare le omelie negli anni del ministero sacerdotale, in Seminario, in Parrocchia, a Montemonaco, la Diodati prima e la MacArthur poi su cui ho preparato una infinità di sermoni, la Nuova Riveduta che è stata regalata ad Antonella ed a me il giorno del nostro matrimonio nella Chiesa Metodista… e via così.

Amo la Sacra Scrittura e l’ultima edizione che mi è entrata in casa è un altra Bibbia da studio, “Spirito e Vita” (Life Publishers e ADIMedia).

Amo la Sacra Scrittura perchè amo il Cristo. Molto prima e molto oltre che la cultura, la teologia e qualsiasi altra cosa vi possa venire in mente.

Giorno del Signore… Oggi è domenica,
Giorno del Signore, Giorno della Sua Parola .

Mia Via, Mia Verità, Mia Vita. 

 Giovanni 14:6 Via Verità e Vita Parola

Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti, ma per portare a compimento

17 «Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.

18 Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto.

19 Chi dunque avrà trasgredito uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nel regno dei cieli; ma colui che li metterà in pratica e li insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli.

20 Perciò io vi dico: Se la vostra giustizia non supera quella degli scribi e dei farisei, voi non entrerete affatto nel regno dei cieli.

21 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non uccidere”; e: “Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio”; 22 ma io vi dico: Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio; e chi avrà detto al proprio fratello: “Raca”, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli avrà detto: “Stolto”, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

23 Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, 24 lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta. 25 Fa’ presto un accordo amichevole con il tuo avversario, mentre sei sulla via con lui, che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice e il giudice ti consegni alla guardia e tu sia messo in prigione. 26 In verità ti dico, che non uscirai di là finché tu non abbia pagato l’ultimo centesimo.

27 Voi avete udito che fu detto agli antichi: “Non commettere adulterio”. 28 Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. 29 Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna; 30 e se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che tutto il tuo corpo sia gettato nella Geenna.

31 È stato pure detto: “Chiunque ripudia la propria moglie, le dia l’atto del divorzio”. 32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, la fa essere adultera; e chiunque sposa una donna ripudiata, commette adulterio.

33 Avete inoltre udito che fu detto agli antichi: “Non giurare il falso; ma adempi le cose promesse con giuramento al Signore”. 34 Ma io vi dico: Non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, 35 né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di fare bianco o nero un solo capello; 37 ma il vostro parlare sia: Sì, sì, no, no; tutto ciò che va oltre questo, viene dal maligno.

(Matteo 5)

Matteo 5:17 non per abrogare ma per portare a compimento

Il commento

Ireneo di Lione (ca130-ca 208), vescovo, teologo e martire
Contre le eresie IV,13,3; SC 100, 525

La Legge radicata nei nostri cuori

Ci sono dei precetti naturali della Legge che già conferiscono la giustizia; anche prima che la Legge fosse stata  data a Mosè, degli uomini osservavano questi precetti, e sono stati giustificati dalla loro fede e sono stati graditi a Dio.

Questo è confermato dalle parole: «Fu detto agli antichi: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore».
E ancora: «Fu detto: Non uccidere. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio» (Mt 5,21)… e così via.

Tutti questi precetti non implicano né la contraddizione, né l’abolizione dei precetti precedenti, ma il loro compimento e la loro estensione.

Come ha detto il Signore stesso: «Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 5,20).

In cosa consiste questo superare?

Prima nel credere non più soltanto nel Padre, ma anche nel Figlio suo, ormai manifestato. Lui infatti conduce l’uomo all’unione con Dio.

Poi, nel fare, invece che dire senza fare – perché loro «dicono e non fanno» (Mt 23,3) –, e nell’evitare non soltanto le opere cattive, ma anche il desiderarle.

Insegnando questo, non contraddiceva la Legge bensì compiva la Legge e radicava dentro di noi le prescrizioni della Legge…

Prescrivere di astenersi non solo dagli atti vietati dalla Legge, ma persino dal loro desiderio, non indica  un atteggiamento  che contraddice e abolisce la Legge; ma che la compie e la estende.

Beati i poveri in spirito, beato il resto di Israele, beato chi ascolta la Parola di Dio ed ad essa si conforma.

2:1 Radunatevi, radunatevi assieme, o nazione spudorata, 2 prima che il decreto abbia effetto, prima che il giorno passi come la pula, prima che venga su di voi l’ardente ira dell’Eterno, prima che venga su di voi il giorno dell’ira dell’Eterno.

3 Cercate l’Eterno voi tutti, umili della terra, che praticate la sua legge. Cercate la giustizia, cercate l’umiltà.

Forse sarete nascosti nel giorno dell’ira dell’Eterno. 4 Poiché Gaza sarà abbandonata e Ashkelon diventerà una desolazione; scacceranno Ashdod con violenza in pieno mezzogiorno ed Ekron sarà sradicata.

[…]

3:1 Guai a colei che è ribelle e contaminata, alla città d’oppressione! 2 Essa non ha ascoltato la sua voce, non ha accettato correzione, non ha confidato nell’Eterno, non si è avvicinata al suo DIO. 3 I suoi capi in mezzo a lei sono leoni ruggenti; i suoi giudici sono lupi della sera, che non lasciano alcun osso da rosicchiare per il mattino. 4 I suoi profeti sono vanagloriosi, perfidi; i suoi sacerdoti hanno profanato il luogo santo, hanno fatto violenza alla legge.

5 L’Eterno è giusto in mezzo a lei, egli non commette iniquità. Ogni mattino egli porta alla luce la sua giustizia e non viene mai meno, ma il perverso non conosce vergogna.

6 «Ho sterminato nazioni; le loro torri sono distrutte; ho reso deserte le loro strade, e nessuno più vi passa; le loro città sono distrutte, e nessuno più vi abita. 7 Io dicevo: “Certamente tu mi temerai, accetterai la correzione”, così la sua dimora non sarebbe distrutta, nonostante tutte le punizioni che le ho inflitto. Ma essi si sono affrettati a pervertire tutte le loro azioni.

8 Perciò, aspettami», dice l’Eterno, «quando mi leverò per far bottino, perché la mia determinazione è di radunare le nazioni, di riunire i regni, per riversare su di essi la mia indignazione, tutto l’ardore della mia ira; sì, tutta la terra sarà divorata dal fuoco della mia gelosia.

9 Poiché allora darò ai popoli un linguaggio puro, affinché tutti invochino il nome dell’Eterno, per servirlo di comune accordo. 10 Da oltre i fiumi di Etiopia i miei adoratori, la figlia dei miei dispersi, mi porteranno le loro offerte. 11 In quel giorno non avrai più vergogna di tutte le tue azioni con le quali ti sei ribellata contro di me, perché allora farò allontanare dal tuo mezzo quelli che si rallegrano nella tua grandezza, e tu cesserai di inorgoglirti sul mio monte santo».

12 «Farò rimanere in mezzo a te un popolo umile e povero, che confiderà nel nome dell’Eterno. 13 Il residuo d’Israele non commetterà iniquità e non dirà più menzogne, né si troverà nella loro bocca lingua ingannatrice; poiché essi pascoleranno il loro gregge, si coricheranno e nessuno li spaventerà».

14 Manda grida di gioia, o figlia di Sion, manda grida d’allegrezza, o Israele! Rallegrati ed esulta di tutto cuore, o figlia di Gerusalemme! 15 L’Eterno ha revocato i suoi giudizi contro di te, ha cacciato via il tuo nemico. Il Re d’Israele, l’Eterno, è in mezzo a te, non avrai più da temere alcun male.

16 In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, o Sion, le tue mani non si indeboliscano! 17 L’Eterno, il tuo DIO, in mezzo a te è il Potente che salva. Egli esulterà di gioia per te, nel suo amore starà in silenzio, si rallegrerà per te con grida di gioia. 18 Io raccoglierò quelli che sono afflitti per le assemblee solenni, che sono tra di voi, per i quali il peso per lei era divenuto oggetto di disprezzo.

19 Ecco, in quel tempo io agirò contro quelli che ti opprimono; salverò lo zoppo e raccoglierò quelli che sono stati scacciati, e li renderò gloriosi e rinomati in tutti i paesi dove sono stati nella vergogna.

20 In quel tempo io vi farò ritornare, sì, in quel tempo vi raccoglierò; poiché vi renderò rinomati e gloriosi fra tutti i popoli della terra, quando, sotto i vostri occhi, farò ritornare quelli che sono in cattività», dice l’Eterno.

(dal Libro del profeta Sofonia)

Sofonia 3:5