Archivi tag: fedecristiana

La 'via stretta', ovvero il 'sentiero antico'

«Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!» (Mt 7,13-14). 

Parola dell'Eterno

Chiamatela come volete, ‘via stretta’, ‘sentiero antico’, ma la scelta del Cristo in tutti i momenti cruciali è sempre stata per la via stretta della fedeltà assoluta alla Parola del Padre. E così sempre dovrà essere per ogni comunità ecclesiale, di qualsiasi confessione sia, e per ogni credente. Pena l’infedeltà al mandato di trasformare il mondo e le nostre coscienze per risultare degni del nostro essere a sua immagine e somiglianza.

L’articolo linkato qui sotto (non concordo su tutto ma quasi) parla in particolare del Sinodo sulla famiglia in corso nella chiesa cattolica, ma il criterio lo trovo più che corretto in linea più generale. Occorre obbedire al Signore piuttosto che agli uomini…

Appunti per il Sinodo: il metodo della ‘via stretta’.

Pregate sempre

Il Signore, di giorno, concedeva la sua grazia, e io la notte innalzavo cantici per lui come preghiera al Dio che mi dà vita (Salmo 42,8)

In quei giorni Gesù andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio (Luca 6,12)

Liberami, o Dio, da un’applicazione troppo intensa, sia pure ad occupazioni necessarie. So come ciò allontani i miei pensieri dall’unico scopo di ogni occupazione, e offuschi la mia percezione, sempre presente, di te in piedi alla mia destra. (John Wesley)

bible

Qualunque sia la nostra attività, quali siano le nostre applicazioni, i nostri programmi, le nostre preoccupazioni, la Parola di oggi ed il commento di Wesley, iniziatore della Chiesa Cristiana Metodista, ci ricordano che il rapporto che più conta nella nostra vita, quello che dobbiamo sforzarci di avere comunque in primo piano, e quello con Colui che ci ha donato la vita, e ci dona ogni respiro, ogni voce, ogni clic su questa tastiera.

Perciò la necessità del confronto quotidiano e costante con la Parola dell’Eterno, perciò ad ogni giorno deve corrispondere una Sua Parola, perciò questa si deve trasformare in preghiera, fosse anche la preghiera semplice: Signore, abbi pietà di me peccatore! Signore, accresci la mia fede! Signore, grazie! Signore, vieni in mio aiuto!

Dice bene Gesù, non servono tante parole e tante sapienze per pregare.

Apri la Bibbia, recita un salmo, leggi un versetto, vi troverai tutto l’universo… tutto il tuo universo, tutta la tua vita.

La tua risposta finale sia sempre: Amen, Signore. Sia fatta la Tua volontà. Avvenga di me secondo la Tua Parola.

 

La pianta sradicata

Giudizio sul cuore umano

= Mr 7:14-23 (Pr 4:23; Ga 5:19-21; Sl 51:10)

10 Chiamata a sé la folla, disse loro: «Ascoltate e intendete: 11 non quello che entra nella bocca contamina l’uomo; ma è quello che esce dalla bocca, che contamina l’uomo!»

12 Allora i suoi discepoli si avvicinarono e gli dissero: «Sai che i farisei, quando hanno udito questo discorso, ne sono rimasti scandalizzati?» 13 Egli rispose loro: «Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. 14 Lasciateli; sono ciechi, guide di ciechi; ora se un cieco guida un altro cieco, tutti e due cadranno in un fosso».

bible

Ogni pianta che il Padre mio celeste non ha piantata, sarà sradicata. Parole chiare, limpide. Che possono leggersi anche all’inverso. Qualunque pianta che non avrà le sue radici fisse nella Parola dell’Eterno, nell’acqua viva dei Suoi comandamenti, è destinata ad avvizzire ed a morire. 

Beato, dice il salmo 1, è chi pone nella Torah le sue radici; questi sarà come un albero piantato che ha accesso all’acqua ed ai nutrimenti che questa contiene. Non esiste nutrimento che tenga nelle sole parole umane, depauperate di ogni ricchezza dal peccato di ognuno. Per quanto queste si ammantare di splendore e di bellezza, saranno sempre la luce di un fuoco fatuo, che ti conduce nella palude dell’egoismo, nella brughiera uguale a se stessa in cui finisce per perderti, o direttamente nel cimitero dei buoni propositi…

Non è un discorso pessimista, ma realista in quelle che sono le capacità dell’uomo di farcela da solo. Nulle, se non sono sostenute da qualcosa di molto più grande di lui. Basta la storia umana a dimostrarla, piena di tragedie ripetute e sempre uguali a sè stesse.

Recita l’antichissimo inno del Veni Sancte Spiritus:

Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.

Senza il tuo soccorso,
nulla è nell’uomo,
nulla senza colpa.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù.
Il Santo, l’Eterno, Benedetto Egli sia, Benedetto il suo Nome.

 

Il pane vero, la Parola

Nelle chiese cristiane oggi si legge il racconto evangelico, secondo Matteo, della moltiplicazione dei pani. Ma, ed è chiaro per chi legge con la fede il brano, quello che salva dalla fame non è il miracolo della moltiplicazione, ma è il miraoolo della condivisione. del mettere in comune, nel nome di Qualcuno di più grande, quel poco che si ha. E’ il distribuire che compie il prodigio, mentre si condivide che avviene lo straordinario.

Perciò cos’è la prima cosa che occorre condividere tra di noi? Il pane vero, il pesce buono, ossia la Parola dell’Eterno. Dice bene Isaia: Ascoltatemi attentamente! Ascoltatemi, e mangerete. Attentamente, e gusterete ciò che mangiate.

Non è per tutti questo discorso, non è per tanti. Il grosso si ferma alla superficie del racconto, al pane ed al pesce che gli riempiono la pancia in quel momento, poi si vedrà. mentre quello che occorre riempire, perchè il miracolo si avveri, è il cuore.

Accresci in noi la fede, Signore, Eterno, Benedetto Tu sia.

bibbia1

Isaia 55

«O voi tutti che siete assetati, venite alle acque; voi che non avete denaro venite, comprate e mangiate! Venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte!

Perché spendete denaro per ciò che non è pane e il frutto delle vostre fatiche per ciò che non sazia? Ascoltatemi attentamente e mangerete ciò che è buono, gusterete cibi succulenti!

Porgete l’orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivrete; io farò con voi un patto eterno, vi largirò le grazie stabili promesse a *Davide.

Le città impenitenti

Gesú rimprovera le città impenitenti
= Lu 10:10-16; 12:47, 48
20 Allora egli prese a rimproverare le città nelle quali era stata fatta la maggior parte delle sue opere potenti, perché non si erano ravvedute: 21«Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! perché se in *Tiro e *Sidone fossero state fatte le opere potenti compiute tra di voi, già da molto tempo si sarebbero pentite, con cilicio e cenere. 22 Perciò vi dichiaro che nel giorno del giudizio la sorte di Tiro e di Sidone sarà piú tollerabile della vostra. 23 E tu, o *Capernaum, sarai forse innalzata fino al cielo? No, tu scenderai fino all’Ades. Perché se in *Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa sarebbe durata fino ad oggi. 24 Perciò, vi dichiaro, nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà piú tollerabile della tua».
bibbia2
Le città impenitenti. Non sono un retaggio del passato. Sono le città di oggi, degli uomini di oggi. Non necessariamente luoghi geografici, ma luoghi dello spirito. Le città composte da uomini e donne divenuti incapaci di leggere cosa avviene nel mondo e nel tempo.
Uomini e donne che studiano magari di più, leggono di più, hanno migliaia di possibilità di essere informati, molto più che le persone anche del recente passato, ma che hanno il cuore chiuso, gli occhi chiusi, le orecchie chiuse dal proprio peccato.
Il proprio peccato… espressione che non va di moda. Oggi si preferisce parlare del peccato del mondo, del peccato sociale, per cercare disperatamente di cancellare le proprie responsabilità personali. Perchè è vero, esistono ‘strutture di peccato’ ma le abbiamo costruite noi, persone come noi, a volte noi stessi.
Pensiamoci alle strutture di peccato nel mondo, e guardiamo alle dinamiche che ci sono nel nostro piccolo, nelle nostre famiglie, nei nostri luoghi di lavoro. Ci renderemo conto che sono le stesse. Chi evade le tasse, chi evade dalle proprie responsabilità… Chi si compra a poco prezzo e sfrutta il lavoro altrui, chi si compra a poco prezzo l’utero di una donna meno fortunata.
Eppure le opere possibili a chi crede, le opere del Vangelo, le opere di misericordia sono davanti a noi, sono alla nostra portata, sono nell’esempio dell’opera del Padre, sono massimamente nell’opera del Figlio, in ciò che Lui ha compiuto. Ciechi che vedono, sordi che odono, storpi che ballano, muti che cantano…
Se solo credessimo, se solo avessimo fede, se solo non avessimo il terrore di accostarci a quella Croce. Ma solo se lo facciamo, quella ci porterà nella vita nuova. Altrimenti ne resteremo schiacciati, resteremo tra le ceneri di Tiro, di Sidone, di Sodoma.
Accresci la nostra fede, Signore Gesù.

Credere pur non vedendo…

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 20,24-29.

Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 
Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». 
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 
Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 
Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 
Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!». 

bibbia2

Così commentava questo brano dell’Evangelo, che la chiesa cattolica legge oggi ricordando l’apostolo Tommaso, Agostino, Vescovo di Ippona e dottore della Chiesa (Discorsi, 88) :

La fede dei discepoli del Cristo era talmente vacillante che, pur vedendolo già risorto, per credere alla sua risurrezione, ritennero necessario anche di toccarlo. Non sarebbe bastato vederlo con gli occhi se non avessero accostato anche le mani alle sue membra e non avessero toccato anche le cicatrici delle ferite recenti. Il discepolo che dubitava, dopo aver toccato e riconosciuto le cicatrici, subito esclamò: «Signore mio e Dio mio!». Le cicatrici rendevano manifesto Colui che aveva guarito tutte le ferite negli altri. Il Signore non poteva forse risorgere senza cicatrici? Sì, ma egli conosceva le ferite nel cuore dei discepoli, e al fine di guarirle egli aveva conservato le cicatrici nel suo corpo. 

E che rispose il Signore al discepolo che ormai dichiarava ed esclamava: «Mio Signore e mio Dio»? «Tu hai creduto – disse – perché hai visto: beati quelli che credono senza vedere». Di chi parlava, fratelli, se non di noi? Non di noi soli, ma anche dei nostri posteri. In effetti, poco tempo dopo, quando si allontanò dagli occhi mortali perché fosse rafforzata la fede nei cuori, tutti quelli che hanno creduto lo hanno fatto senza vedere e la loro fede ha avuto un gran merito; per avere questa fede accostarono non tanto la mano per toccarlo, ma solo un cuore pieno d’amore.

Signore Gesù, accresci la nostra fede, Amen.

Svegliamolo

Dal Vangelo secondo Matteo, capitolo 8

23 Gesù salì sulla barca e i suoi discepoli lo seguirono. 24 Ed ecco si sollevò in mare una gran burrasca, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva. 25 E [i suoi discepoli], avvicinatisi, lo svegliarono dicendo: «Signore, salvaci, siamo perduti!» 26 Ed egli disse loro: «Perché avete paura, o gente di poca fede?» Allora, alzatosi, sgridò i venti e il mare, e si fece gran bonaccia. 27 E quegli uomini si meravigliarono e dicevano: «Che uomo è mai questo, che anche i venti e il mare gli ubbidiscono?»

bibbia2

Il commento di Agostino di Ippona

Il sonno di Cristo è il segno di un mistero. Coloro che sono sulla barca rappresentano le anime che attraversano la vita di questo mondo sul legno della croce. Inoltre, la barca simboleggia la Chiesa. Sì, veramente… il cuore di ogni fedele è una barca che naviga sul mare; non può affondare se nell’animo ci sono buoni pensieri.

Sei stato offeso: è il vento che ti sferza; ti sei adirato; sono le onde che salgono. Viene la tentazione; ecco che soffia il vento. La tua anima è turbata; sono ancora le onde che si levano. … Sveglia Cristo, lascia che ti parli. « Chi è mai costui al quale i venti e il mare obbediscono ? » Chi è? “Suo è il mare, egli l’ha fatto”; “tutto è stato fatto per mezzo di lui” (Sal 95,5; Gv 1,3). Imita i venti e il mare: obbedisci al Creatore. Il mare ascolta l’ordine di Cristo, e tu rimarrai sordo? Il mare obbedisce, il vento si calma, e tu continuerai a soffiare? Cosa vogliamo dire in questo modo? Parlare, agitarsi, meditare la vendetta, non è forse continuare a soffiare e rifiutare di placarsi al comando di Cristo? Quando il vostro cuore è turbato, non lasciatevi sommergere dalle onde.

Se tuttavia il vento ci rovescia – perché siamo uomini – ed eccita le passioni cattive del nostro cuore, non disperiamo. Svegliamo Cristo, per poter proseguire il nostro viaggio su un mare calmo.

Sentinella, quanto resta della notte?

(dal libro del Profeta Isaia, capitolo 21)

8 La vedetta ha gridato:
«Al posto di osservazione, Signore,
io sto sempre, tutto il giorno,
e nel mio osservatorio
sto in piedi, tutta la notte.
9 Ecco, arriva una schiera di cavalieri,
coppie di cavalieri».
Essi esclamano e dicono: «È caduta,
è caduta Babilonia!
Tutte le statue dei suoi dèi
sono a terra, in frantumi».
10 O popolo mio, calpestato,
che ho trebbiato come su un’aia,
ciò che ho udito
dal Signore degli eserciti,
Dio di Israele,
a voi ho annunziato.
11 Oracolo sull’Idumea.
Mi gridano da Seir:
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
12 La sentinella risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!».

sentinelle0 sentinelle1 sentinelle2