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Pasqua senza la Croce? Croce e senso della Pasqua

Pasqua senza la Croce?

Una riflessione sulla Pasqua.

Oggi è il Venerdì che molte chiese e molti cristiani definiscono Santo. Lo definiscono tale perchè in questo Venerdì si ricorda in modo particolare la Crocifissione e la morte di Croce di Gesù Cristo, Vero Dio e Vero Uomo, morto per la nostra salvezza.

Pasqua - Tutto è compiuto
Pasqua – Tutto è compiuto

Pasqua di mille colori

Oggi è il Venerdì della Via Crucis, della Via dolorosa, della sofferenza, della morte.

Ed allora mi chiedo: perchè mi arrivano (sui social, sul pc o sul telefono; ormai nessuno spedisce più nulla per posta) tanti auguri colorati, di uova colorate, di fiori colorati, di scritte e disegni arcobaleno… che in buona parte con le tematiche della Pasqua, non solo cristiana, ma neppure ebraica, c’entrano nulla?

E perchè oggi che è Venerdì di Passione?

Pasqua senza Pasqua

Non mi è difficile rispondermi.

Molti pensano che poi partono e non hanno tempo. Molti stanno organizzando le mangiate di domenica e lunedì. Molti pensano che la Croce non sia politicamente corretta! Moltissimi non la pensano proprio la Croce.

Nemmeno pensano che senza Cristo, senza la Sua Morte e Resurrezione, non avrebbero proprio nulla da festeggiare.

Cristiani che si dicono tali ma che fanno a meno di Cristo. Non della corallina, dell’agnello o delle uova, ma di Cristo e della Sua Croce si!

Pasqua senza Passaggio

Ed io mi inquieto, lo confesso!

Pasqua deriva dall’ebraico Pesach, che sta a significare Passaggio. Per i nostri fratelli Ebrei, il passaggio dalla schiavitù in Egitto alla libertà nella Terra promessa.

Per noi il passaggio dalla morte alla vita, dalla Morte alla Resurrezione, ma attraverso l’ineluttabile Croce di questo mondo. Non c’è, non esiste, nè mai esisterà un modo di evitare la Croce, le mille croci di questo mondo, piccole o grandi che ci vengono presentate nell’arco terreno della nostra esistenza.

Croce senza Cristo, due  o più sensi

La Croce nelle chiese che si rifanno alla Riforma spesso è vuota, ma perchè Cristo ci è stato inchiodato sopra!

E’ morto su quella Croce, poi è Risorto, è disceso agli inferi ha sconfitta la morte in tutte le sue dimensioni, ed ora attendiamo la Sua ultima e definitiva venuta!

Questo è il senso corretto della Croce senza Cristo.

Poi ci sono quelli sbagliati.

Quelli di chi predica una vita piena di sofferenze senza senso, perchè senza Cristo la sofferenza, la malattia, la morte, di senso non ne hanno alcuno.

E quello delle chiese che di predicare il Cristo indissolubile dalla Sua Croce se ne sono proprio dimenticato.

Che predicano un Cristo liberante e liberatore quasi fosse una specie di olistico coach. Quando nemmeno i coach “seri” si permetterebbero di dire che si possa liberarsi di alcunchè senza sforzi, difficoltà, croci e sofferenze…

Pasqua Arcobaleno e Pasqua di Luce

Il Cristo colorato delle chiese “arcobaleno” come le chiamo io, che si sono dimenticate, per comodità, o per compiacenza verso il mondo, che tutti quei colori sono rifrazioni di un unico fascio di luce, luminosa, accecante: la luce del Risorto!

La mia fede non ha bisogno della Sindone, del lenzuolo in cui secondo la tradizione cattolica sarebbe stato avvolto il corpo del Cristo deposto dalla Croce, per credere, ma mi ha sempre dato da riflettere quanto riconoscono valido tutti, ossia che per produrre una immagine come quella l’unico modo sarebbe stato una esplosione potentissima di luce, che tuttavia, dicono gli scienziati, non è nelle possibilità della nostra tecnologia più avanzata!

Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, recita una delle professioni di fede comune a tutti i cristiani.

Lux (Dio, la fonte dell’illuminazione) e Lumen (le sensazioni cromatiche), distingueva Aristotele. E Newton precisava molte centinaia d’anni più tardi che “…I raggi di luce non possono propriamente dirsi colorati; in essi non c’è altro che una certa disposizione a produrre una sensazione di questo o quel colore…“.

Non possiamo vedere la Luce “pura” perchè i nostri occhi non la reggerebbero, sarebbero bruciati, accecati, come quelli di chi si fissa a cercare di guardare la luce solare.

Non siamo puri, siamo peccatori! Nemmeno quelli che definiamo santi, sui calendari, sono puri! Tanto che la maggior parte di loro erano convinti di essere i peggiori di tutti!

Pasqua di Luce
Pasqua di Luce

Pasqua e le sue due braccia

Noi non siamo puri e noi non possiamo vedere Dio, farcene immagine alcuna, per lo stesso motivo.

Ma lo vediamo attraverso il Cristo, attraverso la Parola di Dio, attraverso il Verbo di Dio. Antica e Nuova Alleanza.

La Legge fatta di Giustizia e di Misericordia, le due braccia distese di Dio, che ci rendono possibile andare oltre la morte, andare verso il cielo, andare verso l’eternità.

Le due braccia distese di Dio.
Le braccia del Figlio disteso sulla Croce.

O quelle braccia ci sollevano, o da soli, ebbe a dire il Salvatore, non possiamo far nulla.

Le salvezze e i colori accesi del mondo non sono che illusioni… viviamo, abbiamo il coraggio di vivere l’oscurità della Croce.

E saremo illuminati dalla Luce del Risorto.

Una Croce con un braccio solo, pensateci, è più simile ad un fosco patibolo… Ce ne sono fin troppi su questo mondo…

 

Il sale della terra, la sapienza di Dio

13 «Voi siete il sale della terra; ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini.».

(Matteo 5)

Matteo 5:13 Sale della terra

Voi siete il sale della terra… ma non è così scontato, è facile che diventiate, che diventiamo insipidi, che perdiamo di sapore, che perdiamo di sapidità.

E come si fa a perdere di sapidità? Perdendo di vista la sapienza che ci viene da Dio, dalla sua grazia, dai doni dello Spirito, per “ripiegare” sui mille fasulli “insaporitori” che ci vengono proposti dalle mille false sapienze di questo mondo.

La parola greca τὸ ἅλας, che normalmente traduciamo con sale, si può rendere in italiano anche con sapienza  o con senno.

Ed allora tutto si fa chiarissimo. Si può essere sale della terra se la sapienza che si trasferisce al mondo è quella di Dio e della Sua Parola, mai la nostra personale conoscenza. Si ha senno, si è assennati se si è sempre consoni con il modo di ragionare di Dio e della Sua Parola.

Altrimenti, se si cercano compromessi con il mondo e le sue false sapienze, rivestite di pallide lucine, anzichè della luce del sole, foderate di pietà e carità pelose, invece che dell’amore, ci si rende insignificanti ed inutili, strada che purtroppo è stata intrapresa da tanti sedicenti credenti e chiese che si definiscono cristiane, ma propongono una fede che, a ben guardare, di Cristo e della Sua Croce può e vuole fare a meno.

Altro che sale, altro che sapienza…

Il Signore accresca la nostra fede,
nel Giorno in cui lo preghiamo
e lo invochiamo in modo speciale,
nel Suo culto e nella Sua assemblea.

Amen.