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La mia mamma, Maria Grazia.

La mia mamma, Maria Grazia.

Ringraziamento all’Eterno per avermela donata

«Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?».

(Giovanni 11)

Signore, io credo.

 

La mia mamma, Maria Grazia.
La mia mamma, Maria Grazia.

Mia mamma Graziella, tornata al Padre l’8 marzo 2014.

La zia Sara, sorella di mamma e sorella di fede

Zia Sara

Parto dalla foto per presentarvi mia zia Sara, la sorella maggiore di mia mamma, classe 1932. La foto è del 1967, Il bimbo biondo con la maglia rossa sono io, avevo quattro anni. La bimba per terra col cappellino bianco è mia sorella Laura, due anni, quella in piedi mia cugina Fabia, che di anni ne aveva tre.

Mia zia non ha avuto figli, non si è mai sposata, ma volentieri si prendeva cura di noi, che abitavamo a Roma come lei, e dei figli dei fratelli, quando venivano in vacanza o in visita nella Città Eterna.

Le piaceva raccontarci le favole; non solo quelle tradizionali, spesso se le inventava lei di sana pianta, o modificava l’originale procurandoci degli inaspettati “colpi di scena” che a noi bambini piacevano tantissimo (ho ripreso da lei, e quando era piccola facevo lo stesso con mia figlia Sara).

La foto è scattata al Gianicolo, non so se prima o dopo aver visto lo spettacolo del teatro dei burattini nel giardino vicino al punto panoramico principale.

Zia Sara è stata una vera e propria seconda mamma per me.

La mia di mamma, Maria Grazia, Graziella come la chiamava lei, è tornata alla casa del Padre l’8 marzo di tre anni fa, con grandissima sofferenza anche per lei, che è sempre stata un po’ malandata di salute e che pensava che per questo motivo, e per i cinque anni di più, sarebbe toccato prima a lei risalire al cielo.
Ancora a volte me lo ripete.

Gli ultimi anni abitava da sola, a Cerveteri, vicino Roma, in una piccola casa presa in affitto dopo la pensione. Poi si è resa conto che non riusciva più a farcela da sola e mi ha chiesto di aiutarla a trovare un pensionato a Roma, vicino casa mia. Ora si trova, e molto bene vedo, in una casa di riposo gestita da religiose a cinquecento metri in linea d’aria da dove abitiamo noi.

Oltre che una seconda mamma è stata una delle mie prime catechiste. Una donna di grandissima fede, cristiana cattolica, terziaria francescana, dedicava tutto il tempo libero che riusciva a ritagliarsi, da giovane e oltre, all’assistenza agli anziani di un cronicario a Trastevere, alla preghiera delle Ore, alla lettura quotidiana della Bibbia.
Scrivevo nel post precedente che la prima Bibbia completa che ho posseduto, con il commento di Fulvio Nardoni, me la regalò lei.

Ora ci vediamo molto spesso. Mi prendo cura di lei e dei suoi bisogni, come avrei fatto con mia madre, assieme ai miei fratelli, se fosse vissuta oltre; ma al di là della spesa, o dell’andare in banca o alla posta o alla ASL o altrove per suo conto, il momento più bello che abbiamo in comune è il culto, la messa della domenica mattina, cui partecipiamo assieme. Ed è bellissimo, ci ho fatto caso anche stamani, come entrambi all’ingresso in chiesa ci cerchiamo uno con l’altra con lo sguardo. Un sorriso, poi ci mettiamo a sedere.

Ascoltiamo la Parola di Dio, poi io le porto il foglio con le letture bibliche per la settimana o del mese, a volte le commentiamo assieme. Legge tanto anche lei. Ora i suoi libri sono “ospitati” nella camera di mia figlia, che porta il suo stesso nome. “Come stanno Antonella e Sara piccola?” è quasi sempre la prima domanda che mi rivolge quando usciamo dalla chiesa.

Ha tutta la collezione completa dei libri della “Medusa”, Sara grande. Così ogni tanto mi vedo Sara piccola (lettrice appassionata pure lei, degna figlia e nipote) che viene da me con un libretto verde in mano e mi chiede: “Babbo questo lo posso leggere?” (l’ultimo, risposta positiva, “Don Chisciotte”).

Dicevo ad Antonella che quando vado lì, e parliamo, e ci guardiamo negli occhi, a volte mi sembra di vedere mia mamma. Del resto sono sorelle, e mentre crescevano con l’età si somigliavano sempre di più.

Ha 85 anni compiuti da poco, l’8 gennaio e sono felice di poter dire che non la vedevo così serena, sorridente, e così incline anche allo scherzare (lei che da più giovane è sempre stata molto “austera”) come in questi ultimi tempi. E spero che il Signore la lasci sazia di giorni e serena fino a quando vorrà che raggiunga l’amatissima sorella.