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Io sono tuo, salvami.

Io sono tuo, salvami.

La Parola

LAMED
89 Per sempre, o Eterno, la tua parola è stabile nei cieli. 90 La tua fedeltà dura d’età in età; tu hai stabilito la terra ed essa sussiste. 91 Il cielo e la terra sussistono fino al giorno d’oggi, perché ogni cosa è al tuo servizio. 92 Se la tua legge non fosse stata il mio diletto, sarei già perito nella mia afflizione. 93 Non dimenticherò mai i tuoi comandamenti, perché per mezzo di essi tu mi hai dato la vita. 94 Io sono tuo; salvami, perché ho ricercato i tuoi comandamenti. 95 Gli empi mi insidiano per farmi perire, ma io riguarderò ai tuoi precetti. 96 Ho visto il limite di ogni cosa perfetta, ma il tuo comandamento non ha alcun limite.

Io sono tuo, salvami.
Io sono tuo, salvami.

Il commento

Prego molto spesso con il numero 119 del libro dei Salmi. Tra i Salmi quello che trasuda amore, devozione, passione per la Parola di Dio.

In particolare con questa strofa, etichettata con il nome della lettera ebraica Lamed. La lettera che è in mezzo all’alfabeto, la lettera che è al centro della vita. La lettera che indica che un cuore (lev) è veramente sincero solo quando obbedisce alla Parola di Dio e non (ibal) fa quanto questa vieta di fare.

La lettera LAMED rappresenta l’insegnamento e l’intenzione.
La LAMED è una lettera grandiosa che si innalza sopra le altre dalla sua posizione in mezzo all’alfabeto. Per questo essa rappresenta il Re dei Re.

Da un lato della LAMED siede la KAF, che allude al KISSE’ HAKAVOD (il trono glorioso di Dio), dall’altro lato si trova invece la MEM, che allude all’attributo MALCHUT (regno di Dio). Queste tre lettere insieme formano la parola : MELECH (Re) (Otiot Rabbi Akiva).

Il nome LAMED, deriva da LAMAD, che significa sia insegnare che imparare. L’uomo ha il dovere di insegnare la Legge e la Volontà di Dio, ma non può farlo sino a quando non ha acquisito conoscenza. Per questo la l è la più alta lettera dell’alfabeto, suggerendo che il vero talento dell’uomo sta nella sua capacità di imparare ed insegnare.

La lettera LAMED indica direzione, moto a luogo, scopo. Il Talmud dice: uno che saluta un amico non dovrebbe dirgli “LECH BESHALOM” (vai in pace)”, ma “LECH LESHALOM” (vai verso la pace). Una persona di successo va avanti in direzione dei suoi scopi e delle sue intenzioni. (Berachot 64a).

La Torah inizia con la lettera BET e finisce con la lettera LAMED. Si può leggere LEV (cuore) o lBAL (non). Dio ha detto ad Israele: “Figlio mio, se sei guidato da questi due termini – cuore, che rappresenta la sincerità, e non, che rappresenta la coscienza di ciò che si deve evitare, allora hai ubbidito a tutta la Torah” (Otiot Rabbi Akiva).

(da “Alfabeto: prima l’alfabeto” di Gabriele Levy, Comunità ebraica di Casale Monferrato, 1996)

Si dice (l’episodio è ripreso nel film “Luther“) che, quando Lutero entrò in una delle sue crisi, chiedendo al direttore spirituale di indicargli un Dio che potesse amare, questo gli rispondesse di guardare al Cristo, al Crocifisso e di ripetere prostrato di fronte a questo, in forma di preghiera litanica, l’inizio del versetto 94:

Io sono tuo, salvami. Io sono tuo, salvami.”.

Che questa sia la nostra preghiera di tutta la vita. Che la nostra vita sia un continuo affidarci a Cristo ed a Lui solo. Che la nostra vita sia una continua adorazione, in parole, opere, fatti e senza omissione, dei suoi comandamenti e dei suoi precetti.

Amen.

Un blog. Due conti. La vita come i social.

Un blog. Due conti. La vita come i social.

Un blog di servizio

Questo che mi sforzo di scrivere ogni giorno è un blog di servizio.

Il mio servizio anzitutto.

Il servizio alla Parola di Dio, prima di tutto, che in questo blog propongo a chi mi legge per la lettura, l’ascolto, la preghiera.
Tre dimensioni che devono andare insieme.

Perchè si può leggere senza ascoltare, acculturarsi, ma rimanere degli sventurati in preda al proprio orgoglio.

Perchè si può leggere ed ascoltare ma senza pregare, ma rifiutarsi di sottomettersi a Dio ed alla Sua Parola. Ed io non vorrei mai essere parte di costoro, perchè la loro rovina sarà grande.

Il servizio a chi? Ai miei fratelli ed alle mie sorelle che leggono questo blog. E che sono tanti. Era tanto tempo che non leggevo le statistiche e, confesso, mi hanno un po’ turbato.

Una media di quasi duecento visitatori unici e tremilacinquecento pagine viste ogni giorno.

Le conversioni

Da tecnico del web e del marketing mi chiedo, e mi viene da sorridere: “ma quante conversioni saranno?“.

In gergo tecnico la conversione è quando un utente del tuo sito, costruito solitamente con finalità commerciali, compie l’azione che gli hai proposto nella chiamata all’azione (in inglese call to action CTA). Per esempio fa un acquisto, o ti invia una e-mail.

Ma le motivazioni di questo blog sono altre, qui non si “vende” nulla; e qui, per fortuna, le conversioni eventualmente non le misuro io!!! Posso solo sperare che ci siano, e che siano conversioni non a quello che scrivo io, ma a quello che dice la Parola di Dio e quello che questa propone.

Le liste

Sempre rimanendo con la terminologia in ambito di social e di marketing vanno molto di moda le liste. Quelle tipo “10 modi per fare questo” o “7 modi per farlo meglio“, o anche, perchè no, “5 motivi per farlo più spesso” (non i panini col formaggio!).

Oggi notavo che ora ci sono proposte di liste anche in ambito “di fede”: “7 modi di riformare la chiesa“, ho letto oggi, in inglese; “10 parole da non usare in un sermone” ho visto pure da qualche parte.

Lapsus freudiano, mi sono chiesto, quello di chi ha scritto questa ultima? Perchè non ho potuto fare a meno di pensare alle Dieci Parole, ai Dieci comandamenti di Dio.

In effetti, per chi pensa che la chiesa sia una specie di organizzazione sociale chiamata ad avere successo di pubblico e nel mondo, la cosa sta in piedi.

Non commettere adulterio” non è mai stato così impopolare?
Che problema c’è!

Annacqualo, spezzettalo, frantumalo in mille pezzi, chiama bianco il nero e nero il bianco, travesti (per venire all’attualità) le dark room, le stanze nere, in posti al sole, pure coi finanziamenti e i benefici fiscali, trasforma i demoni del peccato in angeli di luce, chiama chi si prostituisce terapista sessuale, fai pagare le tasse ai ed alle professionist* del settore (scusate ma qui si che l’asterisco ci sta bene!).
Anche se io farei pagare piuttosto il 33% di IVA ai ed alle clienti…

Trasforma l’educazione sessuale dei bambini in addestramento al piacere solitario; perchè così ci vogliono i potenti di questo mondo; soli, solipsisti, chiusi nel consumo di se stessi e delle cose, dei propri corpi, delle proprie menti e delle proprie immagini; sempre a pensare di compare questo o quello, qualcuno o qualcuna, un vibratore, un figlio, una pillola anticoncezionale, un utero… Facendo infiniti selfie di sè stessi, volti ritratti come genitali che non sanno più chi li ha generati alla vita e che sono chiamati essi stessi a generare vita, che quella è la loro vera grandezza, non la lunghezza del loro  pene o il numero dei loro orgasmi!

La non rivoluzione

Rivoluzione sessuale, la chiamavano e la chiamano questa, la rivoluzione del “’68”, quella di quei venduti (al mercato ed alle sue logiche) che sono oggi al potere nella maggioranza dei governi occidentali.

Ma quale rivoluzione sessuale! Siamo sempre alle solite; perchè nulla cambi nella gestione dei poteri che veramente contano, si spinge la gente a cambiare nel suo privato e a credere che quella sia la vera rivoluzione.
Perchè scenda in piazza con le piume ed i lustrini del “pride” e non per il pane o la giustizia fiscale e tributaria.
In Italia la cosa riesce particolarmente bene direi.

Non esiste una rivoluzione sessuale.
Siamo sempre alla disobbedienza di Adamo ed Eva, al pensare di poter operare ed agire come se Dio non esistesse.
Ma Dio non solo c’è, ma è colui che ti ha chiamato all’esistenza, e prima o poi ti presenta il conto.

Ti presenta.
A te.
Non a questa o a quella categoria, consorteria, gruppo, famiglia.
A te, personalmente.
Fatti due conti.

Strategy, Monitoring, Content

Quale strategia segui per la tua vita? Qual’è la tua Digital Strategy? Cosa fai fare o non fare alla tua vita? Cosa c’è dietro alle tue scelte?
Quali sono le parole che ascolti?

Fai attenzione alle conseguenze? Monitori quello che ti accade intorno? Le conseguenze delle azioni delle tue strategie di vita sul tuo coniuge, sui tuoi figli, sui colleghi di lavoro, sugli amici, su coloro che professano la loro fede assieme a te?

Quando ti capita un epic fail, un fallimento, come reagisci? Sai chiedere perdono? Sei capace di riconciliarti? Ti sai perdonare? Perchè a volte sapersi perdonare, in una società come questa che fa del “successo” il principale metro di paragone, è assai più difficile sapersi perdonare che accettare il perdono altrui.

Quali media, quali strumenti adoperi per il tuo social monitoring? Qual’è la tua metrica, la tua scala di riferimento?
La scala di Giacobbe, la scala infallibile che è la Croce, il tuo sforzo di salire verso Dio, o le scale infinite ed impossibili di Escher,  che ti portano su è giù senza in realtà portarti da nessuna parte, che ti costringono alle stesse fatiche di Sisifo?
O, se Sisifo è un nome antico che non ti dice nulla, il salire e scendere a portare pietre e scavare buche che tanto di moda andava nei campi di sterminio o nei gulag, dove in modi più cruenti si perseguiva lo stesso scopo di Zeus, dell’idolo umano del potere, che è quello di annullare l’uomo, annullare il lavoro con cui dovrebbe trasformare il mondo, annullare il suo essere una unica ed irripetibile immagine di Dio, ridurlo a numero tatuato sul braccio, farlo scomparire dalla carta geografica dell’esistenza.

Quali contenuti metti nella tua vita? Cosa costruisci? Come ti proponi agli altri e cosa gli proponi? Contenuti unici, di valore, tuoi? O piuttosto rivendi l’altrui mercanzia, fai copia e incolla di vite di altri che ti sembrano invidiabili, cloni immagini e modelli di ogni tipo tra quelli che trovi sul mercato? E speri che ti dica bene?

Un modello unico

Mi ha scritto qualcuno in un commento che voleva essere non dico malevolo, ma sicuramente una critica, che io propongo un modello unico.

È vero! Lo ammetto.

Anzi, è Vero.

È l’unico Vero.
Perchè non esiste un’altra Verità sull’uomo.
Non esiste una Vita che abbia senso all’infuori di Lui.
Non esiste un’altra Via da percorrere.

Un blog. Due conti. La vita come i social.
Un blog. Due conti. La vita come i social.

 

Spezzata o spezzettata? Tu come la preferisci la Parola?

Egli disse loro:

«O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?».

27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano.

28 Come si avvicinavano al villaggio dove erano diretti, egli finse di andare oltre. 29 Ma essi lo trattennero, dicendo: «Rimani con noi, perché si fa sera e il giorno è già declinato». Egli dunque entrò per rimanere con loro.

30 E, come si trovava a tavola con loro, prese il pane, lo benedisse e, dopo averlo spezzato, lo distribuì loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero; ma egli scomparve dai loro occhi.

32 Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ardeva il nostro cuore dentro di noi, mentre egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?».

33 In quello stesso momento si alzarono e ritornarono a Gerusalemme, dove trovarono gli undici e quelli che erano con loro riuniti insieme.

34 Costoro dicevano: «Il Signore è veramente risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi allora raccontarono le cose avvenute loro per via, e come lo avevano riconosciuto allo spezzar del pane.

(Luca 24)

Luca 24:27

Chi ha la pazienza di seguire le mie brevi riflessioni quotidiane sulla Parola di Dio, sa che normalmente prendo i testi proposti per la predicazione dal Lezionario Comune Riformato, che ha un ritmo liturgicamente molto simile al Lezionario utilizzato nella chiesa cattolica di rito latino.

I due strumenti spesso differiscono per quanto riguarda la lettura tratta dall’Antico Testamento. Oggi era uno di quei giorni. Il lezionario riformato proponeva un brano tratto dal profeta Michea (6:1-8), mentre il lezionario cattolico proponeva quello che io scherzando chiamo uno spezzatino dal profeta Sofonia (2:3; 3:12-13).

Ho scelto Sofonia per la preghiera biblica di oggi, ma avrete notato che ho cercato di eliminare l’effetto spezzatino. Non l’ho mai sopportato. E le “ragioni pastorali” che mi ricordo di aver studiato mentre ero alla Gregoriana ed al Seminario Maggiore, lo confesso, non mi sono mai andate giù.

Primo, perchè penso che la Parola di Dio la chiesa, qualsiasi chiesa, non abbia alcun diritto di manipolarla, in nessun modo. Deve limitarsi a proporla per come è, per cosa dice. E se non riesce a capirla il problema è suo, è della chiesa, e non certo della Parola.

Secondo, perchè penso che sia un modo molto ma molto paternalistico quello di escludere questo o quel brano,o di “accroccarne” una sequenza tagliando questo ed aggiungendo quello. Una modalità paternalistica e poco rispettosa del credente a cui la chiesa rivolge la sua predicazione.

Terzo, perchè mi ricorda tanto gli abusi del cosiddetto metodo storico-critico di lettura della Bibbia i cui autori ti dicono che questa è Parola di Dio, ma quella lo è di più; che quello la Bibbia lo dice perchè l’autore era figlio del suo tempo (ma ve lo ricordate Chi è l’Autore?), che oggi, sempre peggio, l’autore biblico umano le cose le direbbe in altro modo (possibile, per il suo peccato però magari!).

Stesso discorso e stesse considerazioni si devono fare e sono valide a mio avviso per brani come i “salmi imprecatori”-

Se la Parola di Dio dice…

È proprio secondo giustizia che parlate, o potenti? Giudicate voi rettamente, o figli degli uomini? 2 Nel vostro cuore voi concepite invece malvagità; le vostre mani dispensano sulla terra violenza.

3 Questi empi si sono corrotti fin dal grembo materno; questi bugiardi si sono sviati fin dalla nascita. 4 Il loro veleno è simile al veleno del serpente; sono come l’aspide sordo che si tura le orecchie, 5 per non udire la voce degli incantatori, o di chi è abile nel fare incantesimi.

6 O DIO, spezza loro i denti in bocca; o Eterno, rompi le zanne dei leoni. 7 Si dissolvano come acqua che scorre via. Quando tira le sue frecce, siano esse come dardi spuntati. 8 Siano come lumaca che si scioglie mentre va; come aborto di donna non vedano il sole.

9 Prima che le vostre pentole sentano il fuoco dei rovi, siano essi verdi o accesi, egli le spazzerà via come un turbine.

10 Il giusto si rallegrerà nel vedere la vendetta; si laverà i piedi nel sangue dell’empio. 11 E la gente dirà: «Certo vi è una ricompensa per il giusto; certo c’è un DIO che fa giustizia sulla terra».

(Salmi 58)

 Se la Parola di Dio dice questo non è Dio che è cattivo, o l’autore biblico che ha capito male. È che questa è la realtà del peccato dell’uomo, questo è quello che la cattiveria dell’uomo è capace di compiere. Migliaia e migliaia di aborti di donna ogni giorno non vedono il sole, smembrati, fatti a pezzi, uccisi con mezzi chimici o meccanici.

Ed io, credente so che ci sarà un giudizio, che questo giudizio sarà affidato al solo Giusto Giudice, e so che la mia anima di questo si rallegrerà come l’animo del salmista.

«Certo vi è una ricompensa per il giusto;
certo c’è un DIO che fa giustizia sulla terra».

Ad Emmaus, il Cristo Risorto, non ancora asceso al cielo, dopo aver rimproverato l’incredulità dei due discepoli, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. 

Non fece loro uno spezzatino di Parola di Dio!, non si limitò a fare il riassunto dell’ultima puntata, ma cominciò da Mosè e dai Profeti, ripercorse tutta la Bibbia, tutta la storia della salvezza.

Perchè se il Cristo è il Verbo di Dio (lo crediamo tutti mi pare!) è tutto il Verbo di Dio. Non una parte. Non esiste una parte della Scrittura che valga più o meno. Esisteranno certo, per nostra colpa, parti della Scrittura che ci affascineranno di più, parti che ci ‘annoieranno’, parti che ci manderanno ‘in crisi mistica’.

Ma il difetto è nostro, non della Parola di Dio!

Lascio il tutto alla mia ed alla vostra riflessione e preghiera.

Lo stesso Cristo, diversi cristiani

8 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. 9 Non lasciatevi trasportare qua e là da varie e strane dottrine, perché è bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia e non da cibi, da cui non ebbero alcun giovamento quelli che ne fecero uso.

(Ebrei 13)

Ebrei 13:8-9

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno, dice la lettera agli Ebrei.

Quante volte hai sentito i cristiani dire, o hai sentito le parole dalla tua propria bocca: “Lui non è cristiano, ma sta cercando”? È un’affermazione comune tra cristiani.

L’idea è che ci sono persone in ogni luogo che stanno cercando Dio. Il loro problema è che semplicemente non sono stati capaci di trovarLo. Sta giocando a nascondino. Fugge.

Nel giardino dell’Eden, quando il peccato entrò nel mondo, chi si nascose? Gesù è venuto nel mondo a cercare e salvare ciò che era perduto.

Non era Gesù che si stava nascondendo. Dio non è un fuggitivo. Siamo noi che stiamo fuggendo.

– R. C. Sproul

Oggi molti sedicenti cristiani mi sembrano “schizzati” cercano non si sa quale novità. Sbagliato. Siamo noi chiamati ad esser nuovi, non il contrario. Il sentiero da percorrere è sempre il medesimo, la fedeltà alla Parola di Dio.

Variano le condizioni del tempo, del mondo; chi trova la neve, chi più o meno sassi di inciampo, varia la nostra provvidenza nell’equipaggiarci per la bisogna.

Ma non è certo l’Eterno a variare, nè mai variano i suoi comandamenti.