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Un cristiano senza la Scrittura? Pura follia!

Ignoranza (Girolamo)

Adempio al mio dovere, ubbidendo al comando di Cristo: “Scrutate le Scritture” (Gv 5, 39), e: “Cercate e troverete” (Mt 7, 7), per non sentirmi dire come ai Giudei: “Voi vi ingannate, non conoscendo né le Scritture, né la potenza di Dio” (Mt 22, 29).

Se, infatti, al dire dell’apostolo Paolo, Cristo é potenza di Dio e sapienza di Dio, colui che non conosce le Scritture, non conosce la potenza di Dio, né la sua sapienza. Ignorare le Scritture significa ignorare Cristo.

(Girolamo, Prologo al Commento del Profeta Isaia)

Pura follia (Calvino)

Chi lasciando la Scrittura immagina non so quale via per giungere a Dio
è non solo in preda all’errore, ma sopratutto mosso da pura follia.

(Giovanni Calvino)

Un cristiano senza Scrittura? Pura follia!

Come il cielo così in terra

COME IL CIELO COSÌ IN TERRA.

Una poesia che mi è stata oggi regalata dall’amico Andrea, su Linkedin, e che mi fa piacere condividere con voi!

come il cielo così in terra

Nello spazio vitale che mi è stato concesso
faccio passi lunari a bordo
dell’oggetto volante felicità.

Fino all’ultimo sfido con la speranza
quel senso di ospitalità trascendente
che l’aldilà mi offre.

L’ignoranza sa – per contratto –
quanto è immenso il mistero
che mi sovrasta e circonda.
La conoscenza ne ignora – per testamento –
il possibile futuro.

Le stelle cadono senza successo,
ma i desideri rimangono appesi
alla bacheca del firmamento.

La coscienza prende le distanze
per le mie malefatte dal suo presidio
di stazione orbitante.

Come un furto con scasso subito all’oscuro di tutto,
la vita mi sfugge alla velocità della luce.

Non c’è nulla di più extraterrestre
del lato umano
sulla superficie del pianeta Terra.

Andrea Ingrosso
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Siate perfetti come Lui

Matteo 5,43-48

43 Voi avete udito che fu detto: “Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico”. 44 Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; poiché egli fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. 46 Se infatti amate quelli che vi amano, che premio ne avete? Non fanno lo stesso anche i pubblicani? 47 E se salutate soltanto i vostri fratelli, che fate di straordinario? Non fanno anche i pagani altrettanto? 48 Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro celeste.

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Troppo alto questo brano, Luca, o don Luca… quante volte me lo sono sentito dire. Non è possibile per un uomo o una donna di questo mondo. E’ un traguardo troppo alto. E giù giustificazioni di ogni tipo. La sfortuna, la malattia, le cose da fare, quello a cui pensare…

Scuse, altro che giustificazioni. Più mi confronto con la Parola di Dio, con la Sacra Scrittura, e ormai lo faccio ogni giorno dal giorno della mia prima comunione, il 29 aprile 1973, da quando suor Anna Clara mi regalò un’ edizione con la copertina rosa del Nuovo Testamento più mi rendo conto che le nostre non sono che ricerche di scuse.

Se hai fede, se credi, il tempo per il confronto con la Parola di Dio lo trovi. Fosse pure con quel versetto del Vangelo o dei Salmi o dell’Antico Testamento che hai mandato a mente, o che hai sentito tante volte che ti si è impresso nella memoria.

Beati i poveri in spirito, perchè di essi è il regno dei cieli…. Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi…. Tu sei prezioso ai miei occhi… Sono forse io il custode di mio fratello?… Alzo gli occhi verso i monti, da dove mi verrà l’aiuto?…. Purificami o Signore, sarò più bianco della neve…. Amate i vostri nemici…

Non credo esista nessuno tra le persone che conosco che possa dire che non ricorda a memoria almeno uno, due, tre versetti della Bibbia. Che non possa, se non ha tempo, o più spesso voglia, di confrontarsi con le letture bibliche proposte per quel giorno della Chiesa (quale questa sia non ha importanza, un lezionario quotidiano o settimanale ce l’hanno tutte) di ruminare uno di questi versetti.

Se non lo si fa, le chiacchiere stanno a zero si dice a Roma, non lo si fa perchè manca la fede. Perchè la fede è poca, scarsa e, sicuramente mal nutrita (perchè se la fede in Dio non la nutri con la Sua Parola e la preghiera su di essa con cosa mai la si potrebbe nutrire?).

Siate perfetti! Altro che troppo alto. E’ il sunto della nostra fede, della fede in Cristo, che pone come obiettivo per ogni credente in Cristo o sedicente tale la sua imitazione. Alzate il vostro sguardo verso il Cristo, dice Paolo, imitatene la vita, imitatene l’esempio, tenete lo sguardo fisso verso di lui.

E qui sento già gli amici buonisti, quelli che ti dicono che allora la Chiesa di Cristo dovrebbe essere più clemente, più buona, accettare questo o quello che la società ci propone, in tema di amore, di famiglia, anzi, di famiglie, al singolare pare non andar più di moda il termine…

Al contrario dico io. Imitare l’amore di Cristo significa parlare si, con il pubblicano, la prostituta, il peccatore, il ricco, l’avaro, l’ingordo, il violento… e chi più ne ha più ne metta, ma come faceva lui. Ovvero cercando di comprendere, amando, ma amando veramente, ovvero senza tacere la verità sulla condizione di peccato in cui si trovava il singolo.

Perchè Cristo all’adultera non dice ti perdono, vai e fai quel che ti pare. Dice vai e non peccare più. Ed al giovane ricco non dice vai fai un po’ di elemosina e tutta andrà a posto. Dice vai, prendi i tuoi beni, dalli ai poveri ed avrai un tesoro nel cielo. Ed alla samaritana che si giustifica dice la verità sul suo stato e dice vai ed annuncia il mio Vangelo, annuncia agli altri la verità che ti ho rivelato.

Perchè la Verità è una, ed è la Persona stessa del Cristo. E’ sinfonica quanto all’annuncio, perchè si fa tutto a tutti per essere ascoltata e compresa, Ma è Una.

Essere Perfetti è possibile ed è imitare il Cristo nella propria vita. Croce compresa. Perchè i cristiani veri, quelli perfetti sono quelli che in un modo o nell’altro finiscono sulla croce. Bruciati, lapidati o appesi a testa in giù come i primi martiri cristiani, a Roma, e come i cristiani di oggi, in Siria o in Nigeria o in Egitto. Perchè la Croce fa parte del mistero cristiano da sempre e fino alla fine di questo mondo.

Quelli sono i perfetti. I martiri, i testimoni. Quelli che ricordano, fanno memoria, fanno eucaristia a Dio con la loro stessa vita, perchè “Non avrai un altro Dio all’infuori di me“. Senza aver magari fatto discorsi, o studiato teologia. Avendo soltanto interiorizzato quella Parola che dice “prendi la tua Croce ogni giorno e seguimi“, “non temere“, “non aver paura io ho vinto il mondo e tu lo vincerai con me“.

Dio fa sorgere il sole sui giusti e sugli ingiusti, e che rabbia fa questo a tanti di noi… Ma fa bene, perchè la Creazione è la Sua, perchè la vita anche dell’ultimo filo d’erba è la Sua, noi ne siamo semplici, perloppiù infedeli, amministratori. Il giudizio ultimo spetterà a Lui ed a Lui soltanto.

Noi dobbiamo solo essere perfetti, qui ed ora. E per farlo abbiamo bisogno della fede. E per nutrire la nostra fede abbiamo bisogno del confronto continuo, costante, quotidiano con la Parola di Dio. Che viene prima di qualsiasi parola o discorso umano, che viene prima della politica, della filosofia, della storia. Perchè nessuna di queste realtà può aver senso per un credente senza un confronto continuo e costante con Questa.

Sforziamoci di essere perfetti, anche se questo significa essere incompresi dal mondo. Il mondo non ci deve comprendere! Il nostro obiettivo è essere compresi da Dio, dal suo mistero, non dal mondo! Il nostro obiettivo è essere capaci di salire sulla Croce per essere redenti. Percorrere il sentiero antico della fedeltà alla fede, della fede nella Croce come unico strumento di salvezza.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Amen.