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Equidistanza? Non la mia.

Leggo pagine di illustri giornalisti corredate da decine di ripetizioni di questa parola. Equidistanza. Riferita al conflitto tra Hamas ed Israele. E, lo confesso, non riesco ad accettarlo. Perchè non può esserci equidistanza tra quanto fa uno stato democratico che cerca di proteggere la vita dei suoi cittadini da razzi che arrivano sul suo territorio alla ricerca della loro morte, morte che per fortuna quasi mai arriva (ma il quasi riferito alla morte non sa di nulla…) e quanto fa un gruppo di terroristi armato fino ai denti da assassini stranieri, pagati e sobillati da stati tutti retti da terrore e dittature, che cerca solo la provocazione, l’incidente.

Come si può essere equidistante? Israele, mi ripeto, è un paese democratico, con strutture politiche ed economiche all’avanguardia, multietnico e multirazziale, proprio come i nostri, ed anche multireligioso, proprio come i nostri. In Israele vivono non soltanto ebrei, ma anche cristiani arabi, ed arabi musulmani. E sono tantissimi gli arabi di Israele. Secondo voi perchè non si ribellano, non si rivoltano, non chiamano fratelli gli uomini di Hamas? Perchè loro in Israele vivono e conoscono la realtà.

Conoscono, per averlo visto nei paesi intorno a loro, qual’è il regime preferito da Hamas, dai suoi alleati ed amici qaedisti e talebani. Un regime dove la libertà non esiste, non esistono le elezioni, non esiste la parità dei sessi, non esiste la convivenza tra le diverse razze e religioni. Esistono però gli harem, la schiavitù, la poligamia solo maschile, la legge del taglione e la pena di morte anche per futili motivi. Provate a farvi il segno della croce in pubblico in Arabia Saudita, o a girare con una stella di Davide al collo in Siria, o a costruire una chiesa o una sinagoga in uno qualsiasi degli emirati arabi.

Dite che la religione non serve a nulla? Che la fede non serve a nulla? Mettetevi l’animo in pace, il 90 per cento della popolazione mondiale una fede ce l’ha, e non la pensa come voi. E comunque provate a parlare in pubblico, negli stessi stati citati prima, di libertà di pensiero, di anarchia, o magari della libertà sessuale che va tanto di moda o anche semplicemente di democrazia e libere elezioni.

Eppure i nostri cosiddetti ‘sinistri’ amano così tanto Hamas, i qaedisti che sfidano il ‘satana’ americano ed il suo omologo israeliano. Non hanno fede ma parlano di satana… Bah… Di colpo capisco cosa intendeva mio padre, e non solo lui, quando diceva che certi comunisti italiani si sarebbero dovuti trasferire a vivere in Romania sotto Ceausescu, o in Corea del Nord sotto Kim il Sung per, forse, imparare qualcosa su cosa fossero i sistemi socialisti reali, ovvero quelli storicamente realizzati (le teorie sulle terze vie, tali sono rimaste).

Un giovane palestinese ucciso. Oggi inizia il processo per direttissima.

Tre giovani israeliani uccisi. Nella striscia di Gaza ancora si festeggia. E non ci sarà mai nessun processo.

Io non sono equidistante. Io sto con Israele.

Marketing 0.0

No, non mi sono sbagliato, volevo scrivere proprio 0.0.

Ad indicare il mio sgomento di fronte ad un sistema economico dove, ormai è stabilito, chi ha i soldi e le possibilità può comprarsi di tutto. Dove, in nome del dio denaro, di Mammona, è lecito anche comprarsi una persona.

Vuoi un figlio? Non puoi averlo? Per svariati motivi… Perchè hai malattie che te lo impediscono, perchè il tuo compagno o la tua compagna sono del tuo stesso sesso, perchè non vuoi smagliature sul tuo bel pancino?

Che problema c’è? Ti compri del seme, o un ovulo, o meglio ancora un utero. Una donna ancora non si può comprare, almeno in via ufficiale un limite minimo c’è. In via ufficiale, perchè se l’utero te lo vai a comprare, ad affittare nel terzo mondo, da donne che sono costrette di professione a fare le fattrici, non è che ci sia moralmente tutta questa differenza.

Ma già, la morale, l’etica, cose antiche… Hai pagato? Il figlio è tuo, te lo prendi e magari ti fai scattare tante belle foto commoventi, che fanno ‘engagement’, con il bambino appena nato che ti guarda con gli occhi sbarrati e che, nel caso di due compratori di sesso maschile, si chiederà invano a quale mammella attaccarsi per essere nutrito… Il suo primo istinto.

Ma già, anche l’istinto è roba vecchia, la natura, figuriamoci… L’abbiamo violentata in tutti i modi la natura, con l’inquinamento, con lo sfruttamento assoluto, ormai non c’è rimasto che violentare la nostra umanità, il nostro stesso essere.

Marketing 0.0, da primo mondo, primo dopo l’ultimo dal punto di vista etico. Ma tanto ormai si è capito. Che al Nord del mondo, belle parole a parte, del Sud del mondo non importa proprio nulla. Che ogni riforma economica si guarda bene dal redistribuire ricchezza, dal favorire lo sviluppo. Ogni riforma economica del cosiddetto primo mondo è fatta in modo da mantenere comunque lo stato delle cose. Le materie prime le hanno loro, ma le sfruttiamo noi.

Crepassero loro con le loro guerre tribali, le loro religioni, le loro credenze, le loro favelas: ci prendiamo da loro quello che ci serve. Il coltan per i nostri computer, i nostri chip… il rame, l’oro, il gas, il petrolio…. Ora anche gli uteri delle loro donne. Ah, però le paghiamo! Le aiutiamo! Così come tanti occidentali scrupolosi aiutano da anni i bambini, le bambine e le ragazze di quelle parti pagandoli e pagandole per essere i loro giocattoli sessuali.

Tanto tra poco, marketing 0.0, finirà per esser lecito anche quello.

Certo, per tanti resta il problema dei sensi di colpa. Ma pagando si risolve anche quello. Si affitta l’utero di una donna di queste parti, del cosiddetto primo mondo (tanto ormai la povertà si va diffondendo anche qui, e si trova più facilmente), la si fa assistere per tutta la gravidanza, nella clinica migliore che c’è. Le si fanno fare tutti i controlli e ci si lava la coscienza, col denaro (altra antica abitudine…). Sempre ammesso che la si abbia ancora la coscienza, o che si abbia una regola con cui normarla…

Chissà, mi chiedo, magari in questo caso è anche compreso il diritto all’aborto (della donna terza, certo, non il tuo!) se il bimbo ti viene imperfetto o del sesso non desiderato… Meglio non saperlo.

Non ho più parole.

Sono da sempre stato favorevole a che il diritto regoli le convivenze anche di due uomini o due donne, o di un uomo ed una donna che per qualche motivo preferiscono non sposarsi. Il diritto civile ha tutte le possibilità per farlo, in termini di eredità, possibilità di assistere l’altro in caso di malattia, avere permessi dal lavoro…. Mi sono anche impegnato per questa causa, per la non discriminazione sui luoghi di lavoro e nelle pratiche religiose (lì poi i conti, tutti, li faremo solo con l’Eterno!), contro la violenza ed il bullismo (contro chiunque, indipendentemente da razza, fede, orientamento sessuale).

Ma qui ci si deve fermare. Perchè violentare la natura, corrompere la natura ed i costumi, è violentare e corrompere sè stessi, la Creazione, che siamo chiamati ad amministrare, di cui non siamo padroni! E’ dare scandalo ai piccoli…

Dal Vangelo di Luca, capitolo 17

1 Disse ancora ai suoi discepoli: «È inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono. 2 È meglio per lui che gli sia messa al collo una pietra da mulino e venga gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. 3 State attenti a voi stessi!

Parole chiarissime, come chiarissimo è il dovere di rimproverare il fratello che sbaglia, chiarissimo il dovere di dargli una possibilità di redimersi (ripeto, i conti finali li farà l’Eterno!), chiarissima la necessità di pregare perchè il Signore aumenti la nostra fede. Perchè nulla è perduto, neppure questo sciagurato mondo in cui viviamo, se si ottiene il dono della fede…

Se un tuo fratello pecca, rimproveralo; ma se si pente, perdonagli. 4 E se pecca sette volte al giorno contro di te e sette volte ti dice: Mi pento, tu gli perdonerai».
5 Gli apostoli dissero al Signore: 6 «Aumenta la nostra fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe.

Accresci la nostra fede, Signore Gesù. Amen.

 

Non mi turba affatto, ma…

Oriana Fallaci così si espresse sull’omosessualità che si trasforma in ideologia

orianafallaci

“L’omosessualità in sé non mi turba affatto. Non mi chiedo nemmeno da che cosa dipenda. Mi dà fastidio, invece, quando (come il femminismo) si trasforma in ideologia. In categoria, in partito, in lobby economico-cultural-sessuale. E grazie a ciò diventa uno strumento politico, un’arma di ricatto, un abuso Sexually Correct. O-fai-quello-che-voglio-io-o-ti-faccio-perdere-le-elezioni. Pensi al massiccio voto con cui in America ricattarono Clinton e con cui in Spagna hanno ricattato Zapatero. Sicché il primo provvedimento che Clinton prese appena eletto fu quello di inserire gli omosessuali nell’esercito e uno dei primi presi da Zapatero è stato quello di rovesciare il concetto biologico di famiglia nonché autorizzare il matrimonio e l’adozione gay.
……….
Un essere umano nasce da due individui di sesso diverso. Un pesce, un uccello, un elefante, un insetto, lo stesso. Per essere concepiti, ci vuole un ovulo e uno spermatozoo. Che ci piaccia o no, su questo pianeta la vita funziona così. Bè, alcuni esperti di biogenetica sostengono che in futuro si potrà fare a meno dello spermatozoo. Ma dell’ovulo no. Sia che si tratti di mammiferi sia che si tratti di ovipari, l’ovulo ci vorrà sempre. L’ovulo, l’uovo, che nel caso degli esseri umani sta dentro un ventre di donna e che fecondato si trasforma in una stilla di Vita poi in un germoglio di Vita, e attraverso il meraviglioso viaggio della gravidanza diventa un’altra Vita. Un altro essere umano. Infatti sono assolutamente convinta che a guidare l’innamoramento o il trasporto dei sensi sia l’istinto di sopravvivenza cioè la necessità di continuare la specie. Vivere anche quando siamo morti, continuare attraverso chi viene e verrà dopo di noi. E sono ossessionata dal concetto di maternità. Oh, non mi fraintenda: capisco anche il concetto di paternità. Lo vedrà nel mio romanzo, se farò in tempo a finirlo. Lo capisco così bene che parteggio con tutta l’anima pei padri divorziati che reclamano la custodia del figlio. Condanno i giudici che quel figlio lo affidano all’ex-moglie e basta, e ritengo che nella nostra società oggi si trovino più buoni padri che buone madri. (Segua la cronaca. Quando un padre impazzito ammazza un figlio, ammazza anche sé stesso. Quando una madre impazzita ammazza un figlio, non si ammazza affatto e va dal parrucchiere). Ma essendo donna, e in più una donna ferita dalla sfortuna di non esser riuscita ad avere figli, capisco meglio il concetto di maternità.
……..
Ma qualcun altro me lo chiederà. Quindi ecco. Un omosessuale maschio l’ovulo non ce l’ha. Il ventre di donna, l’utero per trapiantarcelo, nemmeno. E non c’è biogenetica al mondo che possa risolvergli tale problema. Clonazione inclusa. L’omosessuale femmina, si, l’ovulo ce l’ha. Il ventre di donna necessario a fargli compiere il meraviglioso viaggio che porta una stilla di Vita a diventare un germoglio di Vita poi un’altra Vita, un altro essere umano, idem. Ma la sua partner non può fecondarla. Sicché se non si unisce a un uomo o non chiede a un uomo per-favore-dammi-qualche-spermatozoo, si trova nelle stesse condizioni dell’omosessuale maschio. E a priori, non perché è sfortunata e i suoi bambini muoiono prima di nascere, non partecipa alla continuazione della sua specie. Al dovere di perpetuare la sua specie attraverso chi viene e verrà dopo di lei. Con quale diritto, dunque, una coppia di omosessuali (maschi o femmine) chiede d’adottare un bambino? Con quale diritto pretende d’allevare un bambino dentro una visione distorta della Vita cioè con due babbi o due mamme al posto del babbo o della mamma? E nel caso di due omosessuali maschi, con quale diritto la coppia si serve d’un ventre di donna per procurarsi un bambino e magari comprarselo come si compra un’automobile? Con quale diritto, insomma, ruba a una donna la pena e il miracolo della maternità? Il diritto che il signor Zapatero ha inventato per pagare il suo debito verso gli omosessuali che hanno votato per lui?!? Io quando parlano di adozione-gay mi sento derubata nel mio ventre di donna. Anche se non ho bambini mi sento usata, sfruttata, come una mucca che partorisce vitelli destinati al mattatoio. E nell’immagine di due uomini o di due donne che col neonato in mezzo recitano la commedia di Maria Vergine e San Giuseppe vedo qualcosa di mostruosamente sbagliato. Qualcosa che mi offende anzi mi umilia come donna, come mamma mancata, mamma sfortunata. E come cittadina. Sicché offesa e umiliata dico: mi indigna il silenzio, l’ipocrisia, la vigliaccheria, che circonda questa faccenda. Mi infuria la gente che tace, che ha paura di parlarne, di dire la verità. E la verità è che le leggi dello Stato non possono ignorare le leggi della Natura. Non possono falsare con l’ambiguità delle parole «genitori» e «coniugi» le Leggi della Vita. Lo Stato non può consegnare un bambino, cioè una creatura indifesa e ignara, a genitori coi quali egli vivrà credendo che si nasce da due babbi o due mamme non da un babbo e una mamma. E a chi ricatta con la storia dei bambini senza cibo o senza casa (storia che oltretutto non regge in quanto la nostra società abbonda di coppie normali e pronte ad adottarli) rispondo: un bambino non è un cane o un gatto da nutrire e basta, alloggiare e basta. E’ un essere umano, un cittadino, con diritti inalienabili. Ben più inalienabili dei diritti o presunti diritti di due omosessuali con le smanie materne o paterne. E il primo di questi diritti è sapere come si nasce sul nostro pianeta, come funziona la Vita nella nostra specie. Cosa più che possibile con una madre senza marito. Del tutto impossibile con due «genitori» del medesimo sesso”

(fonte: Oriana Fallaci, Oriana Fallaci intervista sé stessa – L’Apocalisse, collana Rizzoli International, Rizzoli, 2004, pp. 262. ISBN 88-17-00684-X)

Sentinella, quanto resta della notte?

(dal libro del Profeta Isaia, capitolo 21)

8 La vedetta ha gridato:
«Al posto di osservazione, Signore,
io sto sempre, tutto il giorno,
e nel mio osservatorio
sto in piedi, tutta la notte.
9 Ecco, arriva una schiera di cavalieri,
coppie di cavalieri».
Essi esclamano e dicono: «È caduta,
è caduta Babilonia!
Tutte le statue dei suoi dèi
sono a terra, in frantumi».
10 O popolo mio, calpestato,
che ho trebbiato come su un’aia,
ciò che ho udito
dal Signore degli eserciti,
Dio di Israele,
a voi ho annunziato.
11 Oracolo sull’Idumea.
Mi gridano da Seir:
«Sentinella, quanto resta della notte?
Sentinella, quanto resta della notte?».
12 La sentinella risponde:
«Viene il mattino, poi anche la notte;
se volete domandare, domandate,
convertitevi, venite!».

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Un figlio? Incoercibile

Ripubblico sul mio blog questo contributo di Mario Adinolfi per il giornale “L’Adige”. senza commento perchè lo condivido in toto.

MA AVERE UN FIGLIO E’ UN DIRITTO ASSOLUTO?

di Mario Adinolfi per l’Adige

Incoercibile. La nuova parola chiave scolpita nelle tavole della legge dalla Corte costituzionale è: incoercibile. Per la precisione, nel caso, incoercibile è il diritto ad avere figli se li si desiderano secondo le recenti motivazioni alla sentenza sulla fecondazione assistita scritte da Giuseppe Tesauro. Da questa incoercibilità deriva oggi l’incostituzionalità proclamata del divieto di fecondazione eterologa previsto dalla legge 40, domani con questa sentenza si giustificherà altro: ad esempio il desiderio di genitorialità di una coppia omosessuale diventerà diritto, perché quello ad avere prole è configurato ormai dalla Consulta come diritto assoluto. I cancelli sono aperti. Ma la strada dove porta?

Lette e rilette le motivazioni della Consulta non convincono. Certo, ci sono pizzichi di giurisprudenziale prudenza sparsi qua e là, ma la sostanza è preoccupante e l’impressione è che da troppo tempo l’Alta Corte stia sentenziando con l’occhio rivolto più a qualche attrattiva di tipo politico-mediatico, sotto la spinta di una supposta opinione pubblica rappresentata in realtà da qualche giornale ad alta tiratura, che in punta di diritto. E così il nuovo assalto alla legge 40 sembra seguire più un caos modaiolo che un ragionamento rigoroso in termini giuridici.

Acquistare un figlio? Oggi si può!

Non c’è da meravigliarsi. Sono di poche settimane fa ben due sentenze di tribunali lombardi che hanno assolto altrettante donne dall’accusa di alterazione di stato, dopo aver portato in Italia “figli” acquistati all’estero e generati con le tecniche del cosiddetto utero in affitto. Sempre in virtù del presunto diritto incoercibile ad avere figli infatti è stata assolta, ad esempio, una donna 54enne milanese che è andata a comprarsi l’ovocita di una donna indiana, per impiantarlo nell’utero di un’altra donna indiana dopo averlo fecondato con lo sperma del suo compagno, acquistando poi per qualche decina di migliaia di euro il bambino così nato e da quella donna partorito in India, che dunque con la 54enne milanese non ha alcun rapporto di parentela. Quella donna può, per l’anagrafe italiana e a tutti gli effetti, dichiarare il bambino acquistato in India con questa folle procedura come suo figlio. D’altronde, se il diritto ad avere figli è un diritto assoluto, tutto è consentito. Tranne quello che è vietato. In Italia la legge vieterebbe l’utero in affitto. Ma ci penserà la Corte Costituzionale a risolvere anche questa contraddizione. Stiamo sereni.

Il desiderio non dà diritti!

In realtà un ordinamento che trasformi i desideri in diritti è un ordinamento destinato a perire. I desideri non sono diritti. Si può desiderare un figlio, si può cercare con la tecnica di aggirare le difficoltà, ma non si può ritenere che non ci sia un limite. Sì, nella sentenza della Corte costituzionale qualche pallida limitazione viene ancora mantenuta, ma con veli di ambiguità che hanno fatto gridare a molti che si è tornati ormai al far west procreativo antecedente al varo della legge 40. Sono stati rimossi di fatto tutti i limiti, come è logico che sia se si proclama un diritto “incoercibile” a figliare, se si trasforma il desiderio in diritto e in diritto assoluto.

Essere preda delle ondate emotive dell’opinione pubblica o della supposta opinione pubblica è un grave errore in generale, diventa gravissimo se le delicate decisioni sulla vita e sulla morte delle persone vengono prese in questo modo da quindici persone vestite d’ermellino. Questo sono decisioni che attengono al dibattito democratico, sono i cittadini a dover decidere e il Parlamento a dover legiferare. I cittadini si erano espressi sulla legge 40 per via referendaria, dopo che il Parlamento aveva legiferato. Quindici persone, tra l’altro per quel che si sa divise al loro interno, hanno deciso al posto di tutti. Otto o nove persone hanno deciso dunque che a un bambino possa essere negato il diritto a conoscere il proprio genitore, perché la fecondazione eterologa a questo espone i nascituri. L’auspicio è che il Parlamento, è che Matteo Renzi troppo silenzioso e imbarazzato sulle materie eticamente sensibili, vogliano mettere mano e legiferare. Se la politica abdica e lascia questo territorio tutto in mano alla magistratura e alle sentenze della Corte costituzionale, compie un errore irrimediabile e lo compie per viltà e incapacità, due difetti che i politici di rango proprio non possono avere.

Un figlio è un dono!

I desideri non sono diritti, di certo non sono mai diritti assoluti. Un figlio è un dono, nasce dall’amore e dall’accoglienza. Non è un oggetto da ottenere ad ogni costo. Riscoprendo un senso del limite, forse riscopriremo anche l’intensa umanità che si annida dentro l’essere genitori e non meri procreatori. Ricordando che prima di tutto e tutti vengono i diritti dei bambini, dei figli. Prima di ogni egoismo degli adulti scambiato per amore, che è invece alla fine solo amore di sé.